Archivio mensile:luglio 2013

TOPOLINO CHIAMA ITALIA, PANINI RISPONDE

Ieri è arrivata la notizia dell’acquisto del noto fumetto per ragazzi “Topolino” da parte di “Panini” la più nota azienda italiana ad occuparsi di fumetti e figurine. Ricordo qualche anno fa quando proprio Panini sembrava dovesse chiudere i battenti ed invece..dopo alcune vicessitudini, cessioni e cordate di salvataggio oggi ha potuto finalmente piantare il tricolore persino su un bel pezzo di storia americana: Walt Disney. Complimenti dunque a “Panini” per l’acquisto!Immagine

 

Proprio qualche giorno fa, ancor prima di sapere della transazione in corso d’opera, manco a farlo apposta, mi è capitato tra le mani un Topolino, esemplare numero 2996 del 30 aprile 2013, dunque ancora marchiato Disney.

Sfogliare Topolino oggi, mi provoca sempre una piacevole ventata di ricordi legati all’infanzia, periodo in cui la sottoscritta leggeva questo bellissimo fumetto. Come dimenticare i consigli di Nonna Papera, le istruzioni delle Giovani Marmotte sulla natura ed il campeggio, la rubrica-giornale che spiegava i fatti del mondo..

 

Sono cambiate molte cose da allora, niente Giovani Marmotte, niente rubrica informativa tipo “giornale spiegato ai piccoli”, niente rubriche sulla natura. Ma la cosa che mi ha sorpreso di più -in negativo- è stata la presenza di due cose. La prima è stata la pubblicità di un tablet, con tanto di premiazione post-partecipazione ad un concorso da parte dei bambini, la seconda, e forse è quella che mi ha infastidito di più è stata trovare al posto della rubrica con le notizie sull’Italia e sul mondo, una recensione vera e propria dell’ultimo modello di smart-phone presente sul mercato.

 

Ora, estimatori adulti di Topolino ve ne sono a josa, superfluo ribadirlo, ma definirlo un fumetto per adulti mi pare una vera e propria espropriazione del diritto di ogni giovanissimo lettore a fruire di letture per la propria età. Dunque perché trasformarlo in un piccolo creatore di desideri da adulti? Perché un bambino, diciamocelo, non ha certo bisogno di uno smart-phone per godersi l’infanzia!

 

Si, lo so, alcuni genitori hanno talmente poca voglia (la scusa pare sia il tempo) da passare con i propri figli da metter nelle loro mani oggetti iper-tecnologici di cui in assenza di pubblicità ad hoc, cari markettari del marketing, probabilmente non sentirebbero neppure il bisogno. E seppure li dovessero desiderare per emulazione del mondo adulto rimarrebbe un sano desiderio continuare a giocare a pallone aspettando l’età giusta per avere realmente bisogno di cotanta tecnologia.

 

Ai genitori ansiosi di sapere dove-come-cosa fa il figlio h/24 consiglierei un microchip sottocutaneo, certamente un GPS sarebbe più efficace di un potente mezzo che i loro figli potrebbero utilizzare per mentirgli.

 

 

A Panini invece chiedo una riflessione e ove possibile un ritorno, aggiornato s’intende, alle origini.

 

F. R.