Campagna anti-violenza NoiNo.org e la donna scompare

campagna noino_org

In questi giorni è comparsa a Bologna, la mia città una serie di manifesti prodotti da “NoiNo.org Uomini Contro la Violenza sulle Donne”. E proprio non mi piace.

Le foto sono 4 con testimonial del mondo dello spettacolo che indossano la maglia dell’associazione ed a fianco una didascalia che spiega alcuni comportamenti violenti perpetrati e perpetrabili sulle donne.
Ma non è questo che mi fa storcere il naso, quel che trovo stridente è la loro posizione corporea. Sguardo truce quasi minaccioso, braccia conserte che notoriamente simboleggiano chiusura oppure braccia addirittura poste dietro la schiena, a mo di ammanettato/impossibilitato ad agire (è il caso della foto che ritrae Prandelli).

Ora sono certa che i propositi di questa campagna partano da ottime intenzioni, tuttavia per chi non conosce i personaggi e vede i manifesti per la prima volta può interpretare questi, a me è successo nonostante conosca a grandi linee i protagonisti della campagna, come una ulteriore presa di posizione violenta per la serie “se la tocchi ti faccio a pezzi” a mo’ di fratello maggiore,che poi genera altra violenza; oppure di incapacità a “trattenersi” con cui molti uomini violenti giustificano le loro azioni.

Inoltre vi è una grave mancanza: quella della figura della donna. Nei cartelloni della campagna non appare mai il volto, la silhouette o l’immagine femminile. Nel nostro paese quando si parla di violenza sulle donne vengono utilizzati perlopiù tre immagini: donna malmenata/vittima, donna provocante (che se l’è andata a cercare), donna in odore di santità casta e pura, e novità delle novità donna “a scomparsa”, se ne parla ma non c’è come se non le riguardasse questo tema di cui è invece co-protagonista.

Ora io mi chiedo se chi ha pensato e prodotto questa campagna si sia posto queste domande e mi domando come mai nel 2013 si continui a parlare di violenza sulle donne esclusivamente in maniera dicotomica: come se fosse un problema di esclusiva vittima donna, o di esclusivo carnefice uomo. La violenza sulle donne riguarda entrambi i sessi e va risolta assieme, dunque nelle foto mi aspetto di trovare non solo uomini incazzati per chi “fa la bua” alla femmina da proteggere ma trovarci donne e uomini assieme, pronti a uscire dalla dinamica da Codice Rocco e ad assumersi le proprie responsabilità.

Essere non-violenti è una cosa che si può imparare, talvolta insieme.

F.R.

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7 pensieri su “Campagna anti-violenza NoiNo.org e la donna scompare

  1. Paolo

    le donne nei manifesti non ci sono anche perchè per scelta la campagna si rivolge agli uomini.
    E mi dispiace io sarò all’antica ma in un uomo che difende una donna dalla violenza di altri uomini non vedo proprio nulla di maschilista anzi..spero di avrre quel coraggio se mi trovassi in quella situazioni
    E no non credo assolutamente nella non-violenza a tutti i costi: una persona, uomo o donna che sia che si vede minacciata fisicamente o vede minacciati i suoi cari ha il diritto di difendersi e reagire anche con la violenza

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  2. caprecavoli Autore articolo

    esattamente quello che volevo dimostrare: violenza produce violenza. Ammazzare l’altro in caso di violenza non serve a farla passare, rimarrà per sempre un vuoto dentro difficilissimo da elaborare.
    Ricordo i mondiali di calcio svoltisi in Sud Africa, alle donne fu fornito un preservativo antistupro che fu dichiarato “disumano” per gli effetti che avrebbe causato allo stupratore. Eccolo: http://www.blitzquotidiano.it/teatro/sudafrica-preservativo-anti-stupro-437702/

    Eppure era un metodo di reale difesa personale. Non mi stupri, non rimani incastrato col pene in un tubo di plastica dentellato. Ma ripeto il concetto, fino a che è qualcuno di esterno a “proteggere” la donna tutto ok, approvato, quando alla donna vengono forniti gli strumenti per difendersi da sola, la cosa comincia a dar fastidio. E scompaiono dispositivi così come non appaiono leggi ma soprattutto vengono amputati i fondi per le Case delle Donne che servono alle donne in caso di denuncia, un posto letto non può essere assicurato e se la donna denuncia il partner/convivente è in reale pericolo di vita.

    Sarebbe ora di prendere decisioni pragmatiche, di far funzionare i centri riabilitativi per uomini violenti ma basta con la violenza. E’ una miccia esplosiva e irragionevole.

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    1. Paolo

      per quanto mi riguarda sono totalmente favorevole all’auto-difesa personale e a finanziare le case-rifugio, i centri antiviolenza senza nulla togliere alla prevenzione eccetera

      Rispondi
    1. Paolo

      capisco ma nell’immediato spesso è una strada da mettere in conto.
      Poi vabbè come ho detto, io non credo nella non violenza a tutti i costi ma rispetto molto chi segue questa via

      Rispondi

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