“I Braccialetti Rossi e la dea Ana”

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Questa sera and in onda una nuova fiction su Rai 1, si chiama “Braccialetti Rossi” ed è la storia di amore e forza che dei ragazzi e ragazze ammalati e costretti in ospedale riescono a trarre dalla loro amicizia. Tra i piccoli malati è presente una sola ragazza che soffre di anoressia. Non è questo il punto, non voglio parlarvi di quote rosa, potrebbe scapparci uno stereotipo ma è altro ciò che voglio mettere a fuoco. I piccoli amici condividono un segno di riconoscimento in merito alle loro esperienze dolorose che man mano affrontano e che sono appunto i braccialetti rossi. Man mano che aumentano le esperienze, aumenta il numero di braccialetti sui loro polsi.

Non tutti sanno però che il braccialetto rosso viene utilizzato anche da ragazze che soffrono di anoressia e che frequentano i famigerati blog pro-ana, ovvero pro anoressia, dove la malattia viene decantata come fosse una dea il cui nome è “Ana” e grazie ad una serie di regole ferree e suggerimenti al limite della censura, le ragazze si scambiano consigli sulla perdita sfrenata di peso, e sulle varie metodologie per farlo, dal calcolo delle chilocalorie del cibo alle tecniche per eliminarlo, nasconderlo ecc. Una volta raggiunto un certo grado di accettazione dal gruppo e per riconoscersi a vicenda nel mondo reale, come accade nella fiction, indossano un braccialetto di colore rosso proprio come i ragazzi protagonisti della fiction.

A quanto pare i diritti della fiction sono stati acquistati niente popodimenoché da Steven Spielberg, quindi significa che è venuta proprio bene! E certamente il fine e le intenzioni di questa storia televisiva sono diverse, pur avendo questa macroscopica affinità.

Spero che questa amara coincidenza sia soltanto un caso, anche se mi pare strano che gli sceneggiatori, pur dovendo attenersi in qualche modo allo scritto di Albert Espinosa, da cui è tratta la fiction – a cominciare dal titolo omonimo- abbiano scelto di inserire proprio una ragazza anoressica nella fiction senza porsi apparentemente il problema quantomeno del significato del colore del braccialetto. Un arancione forse avrebbe reso le cose meno simili, chissà. Io avrei cambiato titolo.

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2 pensieri su ““I Braccialetti Rossi e la dea Ana”

  1. Manuela

    Se posso essere sincera, a distanza di due anni credo che lei abbia capito quando la serie fosse meravigliosa e piena di speranza. Il braccialetto rosso è simbolo di speranza e di non essere mai soli, considerando poi che viene davvero usato in alcuni ospedali prima di un’ operazione. La scelta della ragazza anoressica credo derivi dal fatto che è una malattia molto diffusa tra i giovani e di cui sembrava giusto parlarne. Giusto per chiarire, la serie non ha nulla a che vedere con i braccialetti pro ana.

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