Aviaria e Suina allarmismo e realtà: la parola al virologo

In questi giorni in Emilia Romagna è in atto un allarme per una epidemia di influenza aviaria tra il pollame. Superate altre stagioni allarmistiche analoghe come quelle sia di influenza aviaria che di influenza suina, vorrei riproporre un articolo che scrissi nel pieno del panico da suina qualche anno fa quando collaboravo con il web-magazne http://www.bolognanotizie.com
All’epoca intervistai un giovane virologo dell’Università di Bologna, Ronny Cicola, che mi disse quel che troverete in questo lungo e preciso approfondimento:

“Da qualche mese stiamo assistendo ad un vero e proprio bombardamento mediatico di una notizia: la pericolosità del nuovo virus influenzale denominato H1N1, alias influenza suina. Da quando è stata decretata la pandemicità del virus, l’attenzione su questa tematica si è alzata al punto che, tra allarmismi, e mezze verità, le scarse dichiarazioni ufficiali hanno fomentato un sensazionalismo giornalistico che ha allontanato la verità dallo stato delle cose. Solo qualche giorno fa a Napoli abbiamo assistito alle prime manifestazioni di psicosi collettiva e c’è da aspettarsi che nelle prossime settimane casi di questo genere non rimarranno isolati.
Per cercare di chiarire quanto di vero sia stato detto in questi mesi e quanto sia lecito preoccuparsi, Bolognanotizie ha chiesto al Dott. Ronny Cicola, biologo dell’Università di Bologna, di rispondere ad alcune domande sul funzionamento del virus H1N1.

Che cos’è e come agisce l’influenza suina: cosa implica la sua capacità di mutare geneticamente?

Per influenza suina si intende una infezione sostenuta da un virus appartenente all’ampia famiglia dei virus influenzali, i cui rappresentanti stagionalmente colpiscono gran parte della popolazione mondiale e che clinicamente si manifesta nella maggior parte delle persone con febbre elevata, disturbi respiratori e dolori ossei e muscolari. Nell’ambito della grande famiglia dei virus influenzali, alcuni sono in grado di colpire, oltre l’uomo, anche altre specie animali quali i suini (influenza suina) e gli uccelli (influenza aviaria). Ognuno dei membri di questa famiglia possiede un proprio patrimonio genetico che lo contraddistingue e che gli conferisce caratteristiche diverse.
Queste differenze possono manifestarsi ad esempio con una maggiore o minore infettività del virus, oppure con la capacità di un virus di infettare una tale specie piuttosto che un’altra.
Il meccanismo d’azione di questi virus prevede che essi, entrando attraverso le vie aeree in faringe, laringe e trachea, vengano casualmente in contatto con cellule che possiedono sulla loro membrana un particolare tipo di recettore in grado di formare un legame col virus.
Una volta che il virus è riuscito a legarsi alla cellula permissiva introduce il suo patrimonio genetico all’interno della stessa e, sfruttando le risorse dell’ospite, si riproduce in un numero elevatissimo di esemplari.I virioni maturi verranno poi liberati nell’ambiente a seguito della rottura della membrana della cellula infettata.
Cellule di specie diverse possiedono recettori diversi, pertanto un virus influenzale in grado di infettare, ad esempio, l’uomo, normalmente non è in grado di trasmettersi ad altre specie perché non è adatto a formare un legame sufficientemente forte con il diverso recettore.
Alcune specie sono portatrici di diversi tipi di recettore che si colocalizzano sulla stessa cellula. Le cellule della trachea dei suini, ad esempio, sono in grado di esprimere sia recettori in grado di legare virus umani che recettori in grado di legare virus di ceppo aviario.
Eventi abbastanza rari possono generare le condizioni tali per cui una stessa cellula venga infettata da due o pi˘ virus diversi contemporaneamente.
Se una cellula viene co-infettata puÚ succedere che i patrimoni genetici dei virus infettanti si mescolino all’interno dell’ospite. In questo modo si viene a creare un ceppo diverso dai ”genitori”, con caratteristiche diverse che potrebbero, per esempio, tradursi in una diversa capacità infettante o un differente decorso della malattia.

Perché viene considerata così pericolosa? Lo è più della classica influenza?

Il ceppo H1N1 si è venuto a creare a seguito di multipli eventi di ricombinazione, infatti il suo genoma è formato da sequenze provenienti da 4 ceppi virali diversi: due di influenza suina, uno di influenza aviaria e uno di influenza umana (derivato da un virus umano di tipo A).
L’ibrido che si Ë venuto a creare Ë in grado di infettare l’uomo, ma non si è rivelato un virus estremamente pericoloso. I sintomi sull’uomo sono paragonabili a quelli della normale influenza stagionale (febbre, tosse, mal di testa e mal di gola, malessere generale); sembra anzi che questo virus abbia una minore virulenza di quello stagionale e che un organismo sano con le difese immunitarie intatte sia in grado di sconfiggerlo in 3 o 4 giorni.
La pericolosità di questo virus, come quella di tutti i virus influenzali, è insita nelle complicanze che possono manifestarsi in soggetti già debilitati o portatori di patologie croniche.
Queste complicanze possono essere di varia natura, a carico del sistema respiratorio (polmonite e/o distress respiratorio) o del sistema circolatorio (miocardite e/o pericardite), ad esempio.
La complicanza più frequente e pericolosa rimane comunque l’esacerbazione di patologie croniche sottostanti l’infezione da H1N1, come nel caso del primo decesso italiano, avvenuto a Napoli a carico di un paziente cardiopatico, che è da imputarsi alla situazione precaria del suo cuore, già molto affaticato e pertanto meno resistente alla situazione di stress creata dall’infezione in corso. Questo decesso Ë da imputarsi quindi alla cardiopatia, e non al virus di per se.

Per prevenire l’influenza suina viene consigliato l’acquisto di antivirali come l’oseltamivir. L’uso di questi farmaci Ë efficace nella prevenzione sia dell’influenza A che del virus H1N1? Quale utilità ha il vaccino?

La prevenzione dell’infezione si attua con metodi in grado di prevenire il contagio, come la disinfezione delle superfici, le tecniche di igiene personale come lavarsi frequentemente le mani o indossare mascherine protettive in luoghi affollati durante i periodi di picco influenzale, e con l’applicazione di poche semplici norme di isolamento dei soggetti già colpiti dal virus.
Il vaccino costituisce sicuramente il miglior metodo preventivo da mettere in atto durante una qualsiasi epidemia, ove ve ne sia la possibilità e quando questo si riveli efficace (non tutti i soggetti vaccinati rispondono attivamente e sviluppano immunità). La vaccinazione consente infatti all’organismo di allestire una linea di difesa specifica nei confronti del virus e protratta per un lungo periodo di tempo, istruendo il sistema immunitario su come riconoscere e combattere la minaccia ogni volta che questa si presenta, in tempo utile affinché essa non sia in grado di tradursi in un’infezione.
L’uso di farmaci antivirali è invece utile al fine di combattere un’infezione già in atto. Questa classe di farmaci interagisce con i meccanismi replicativi del virus bloccandoli. In questo modo si limita la diffusione del virus all’interno dell’organismo ospite, si attenuano i sintomi dell’infezione e si raggiunge più velocemente la completa eradicazione della minaccia da parte del sistema immunitario.
Vari antivirali in commercio sono efficaci nel combattere l’infezione da H1N1, e la somministrazione di questi farmaci, affiancato alla vaccinazione, è indicata nelle fasce di popolazione a rischio (malati cronici, trapiantati, operatori del settore sanitario, anziani, bambini e donne in stato di gravidanza, anche se per queste ultime gli effetti collaterali sono ancora in fase di studio). Questi farmaci non sono acquistabili senza una prescrizione medica ed un piano terapeutico da seguire.

Si Ë parlato di una fascia di popolazione ìimmune al virus, come Ë possibile ciò?

L’immunità ad un virus può essere garantita solo da un vaccino efficace o da un precedente contatto con lo stesso ceppo virale (o con uno molto simile).
Dal 1974 -anno in cui il virus suino fu isolato per la prima volta in un uomo- ad oggi, epidemie di virus di origine suina simili all’H1N1 sono state molto rare, quindi la fascia di popolazione già immune per questo virus è costituita da pochissimi individui.
Precedentemente al 1974 si sono verificate epidemie di virus non suini ma con caratteristiche simili all’H1N1, come ad esempio nel 1918 (influenza ìspagnolaî), nel ’57 e nel ’68. I soggetti che all’epoca sono stati contagiati potrebbero aver sviluppato un’immunità crociata in grado di proteggerli dall’influenza attuale, ma comunque non costituiscono un gruppo rilevante all’interno della popolazione.

Come si diagnostica il virus e come ci si deve comportare nel caso lo si contragga?

Sono disponibili vari test in grado di individuare il virus, con differenti livelli di specificità.
Test rapidi basati su metodologie di carattere immunologico (con l’utilizzo di anticorpi specifici) sono in grado di distinguere i virus di tipo A (a cui appartiene l’H1N1) da quelli di tipo B. Questi tests vengono utilizzati principalmente per determinare che tipo di virus stia infettando un determinato paziente. Una volta accertata la presenza di un virus di tipo A si deve però procedere con test più specifici, come ad esempio un’indagine del genotipo virale tramite una metodica RT-PCR. Solo in questo modo Ë possibile identificare in maniera specifica la presenza del ceppo H1N1, distinguendolo da altri ceppi influenzali di tipo A (H3 o H5).
Nel caso si dovessero presentare sintomi compatibili con infezione da virus influenzale, in assenza di gravità assoluta delle condizioni cliniche o di patologie gravi e croniche preesistenti, le linee guida del Ministero della Salute raccomandano di non recarsi al pronto soccorso (per prevenire l’espansione dell’epidemia) ma di rivolgersi invece al proprio medico di famiglia, che provvederà ad una visita domiciliare del soggetto potenzialmente contagiato. Il medico di famiglia, alla luce della sintomatologia e della valutazione obiettiva, potrà eseguire un prelievo di materiale biologico (tampone faringeo) dal paziente per effettuare test di laboratorio specifici. Nel caso i test evidenzino la presenza del virus H1N1 il soggetto deve rimanere in isolamento domiciliare, evitando per quanto possibile il contatto con altre persone sane e/o indossando dispositivi igienici di protezione individuale (mascherine chirurgiche).

La pandemia è in attoî: 2837 decessi e più di 254206 contagiati nel mondo per virus H1N1 secondo i dati dell’Oms. Per l’Italia Ë previsto un picco di 15 milioni di contagiati nel prossimo autunno. Ma quanti contagiati e decessi produce la classica influenza in Italia e nel mondo? Cosa significa il termine “pandemia”?

Per chiarire il concetto di pandemia occorre spiegare prima che cosa sia un’epidemia.
Si definisce epidemia una malattia infettiva che colpisca quasi simultaneamente una collettività di individui con una ben delimitata diffusione nello spazio e nel tempo. AffinchÈ si sviluppi un’epidemia Ë necessario che il processo di contagio tra le persone sia abbastanza facile.
Una pandemia (dal greco pan-demos, “tutto il popolo”) Ë una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi e con la presenza di casi gravi e di mortalità.
Nella storia si sono verificate numerose pandemie, fra le più recenti si ricordano l'”influenza spagnola” nel 1918, l'”influenza asiatica” nel 1957, l'”influenza di Hong Kong” nel 1968, l’HIV dal 1969.
Il termine pandemia si applica solo a malattie o condizioni patologiche contagiose. Di conseguenza, molte delle patologie che colpiscono aree molto grandi o l’intero pianeta (per esempio il cancro) non sono da considerarsi pandemiche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le condizioni affinché si possa verificare una vera e propria pandemia sono tre:
-la comparsa di un nuovo agente patogeno;
-la capacità di tale agente di colpire gli uomini, creando gravi patologie;
-la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio.
L’influenza stagionale, sostenuta da virus A o B, occorre ogni anno e colpisce tutte le fasce di età; sebbene molto debilitante, l’influenza stagionale è una infezione auto limitantesi e a risoluzione spontanea per la maggior parte degli individui sani (influenza non complicata) mentre è associata ad un più alto tasso di morbilità e mortalità nella popolazione ad alto rischio, e cioè gli anziani, e i pazienti affetti da malattie croniche debilitanti, e in particolar modo malattie respiratorie croniche e cardiovascolari. In questa fascia della popolazione si registrano un maggior tasso di ospedalizzazione (dai 20 a oltre 1000 ricoveri/annui nel corso di picco influenzale) per aggravamento delle condizioni di base. In questo senso è difficile parlare di percentuali di mortalità, perché dipende dalla popolazione di riferimento. Diverso è il caso di alcune pandemie avvenute nel recente passato, e mi riferisco soprattutto alla influenza denominata “Spagnola”, che determinò in tutto il mondo dai 20 ai 50 milioni di morti, con il più alto tasso di mortalità mai registrato tra la fascia di età compresa tra i 15 e i 35 anni , dimostrando una forte virulenza a se stante di quel ceppo virale. Il virus A H1N1, e cioè il virus responsabile dell’influenza suina, non sembra dimostrare una tale virulenza, e pertanto il tasso di morti “prevedibili”, oltre che dipendere dall’efficacia della campagna vaccinale di tutte le fasce a rischio della popolazione, sarà, presumibilmente, sovrapponibile a quello degli anni passati.”

Fonti bibliografiche a cui rimando per ulteriori chiarimenti:
-“Epidemiology, clinical manifestation, and diagnosis of pandemic H1N1 influenza (‘swineinfluenza’)” Anna R. Thorner (MD), Martin S. Hirsch (MD), Barbara H. McGovern (MD) http://www.uptodate.com

-“Patient information: influenza symptoms and treatment” Raphael Dolin (MD), Martin S. Hirsch (MD), Leah K. Moynihan (RNC), Anna R. Thorner (MD) http://www.uptodate.com

-“INFLUENZA AVIARIA, UNA MINACCIA REALE?”
Pietro Caramello Direttore U.O.A Malattie Infettive e Tropicali“A” Ospedale Amedeo di Savoia ASL 3, Torino
RIVISTA DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI, NUMERO DI NOVEMBRE,PROVINCIA DI TORINO “TORINO MEDICA”
http://www.torinomedica.com/allegati/Influenza%20Aviaria.pdf

– Wikipedia, per le definizioni di pandemia ed epidemia.

-Dolin, R. Influenza. In: Harrison’s Principles of Internal Medicine, 15th ed, Braunwald, E, Fauci, AS, Kasper, DL, et al (Eds), McGraw Hill, New York, 2001, p. 1125.

-Simonsen, L, Clarke, MJ, Schonberger, LB, et al. Pandemic versus epidemic influenza mortality: A pattern of changing age distribution. J Infect Dis 1998; 178:53.

F.R.

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Gadget fascisti alla fiera di Rimini ma CL non c’entra

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Dal 18 al 24 Agosto come ogni anno si è svolto nel salone fieristico di Rimini, il Meeting di Comunione e Liberazione.

Il 20 agosto, il settimanale “L’Espresso” ha pubblicato nella versione on-line questo articolo http://espresso.repubblica.it/dettaglio/rimini-al-meeting-appare-il-duce/2213418 l’occasione fa l’uomo ladro, si dice, e sensi e significati si mescolano e si confondono. “Rimini, al Meeting appare il Duce” tuona il titolo. Ed il Meeting diventa automaticamente, ancor più leggendo solo il titolo, capro espiatorio della faccenda. Ingiustamente.

 

Il fatto: una tabaccheria collocata all’interno della Fiera di Rimini, precisamente la prima che si incontra superati i tornelli, vende con nonchalance tazze con stampe della faccia del Duce ed inni fascisti.

 

Ora, sia chiaro che Meeting e gestione della Fiera nonché delle attività commerciali al suo interno non sono competenza dell’associazione cattolica “Comunione e Liberazione”. Tuttavia da osservatrice esterna mi chiedo: “ma a CL questa presenza che infausta fu nel passato dal quale sarebbe bene imparare, non da fastidio?”

 

Io stessa pur non essendo ciellina ho avuto modo di frequentare il Meeting un paio di volte, ho partecipato agli esercizi spirituali ed ho amici che fanno parte di CL. Voglio loro molto bene e li stimo anche quando a volte non siamo d’accordo su qualcosa. Ma devo dire che al Meeting non mi è mai capitato di trovare gadget fascisti di alcun tipo, semmai valanghe di testi, opuscoli, riviste, libri inerenti la religione.

 

E’ proprio una delle mie amiche di CL, che quest’anno è stata al Meeting, a spedirmi in tempo reale una foto significativa. E’ uno dei cartelloni presenti nei numerosi stand della manifestazione, che parla del fascismo e si schiera contro di esso.

 

Purtroppo, la forza e lo schieramento contro il fascismo emerge flebile da questo cartellone. L’ho letto più volte ed addirittura ad un certo momento mi sembra di capire che i partigiani si sian messi a lottare contro gli Americani salvifici. Spero sia un mio errore interpretativo ma il problema sollevato dall’Espresso, per quanto in maniera poco leale, rimane.

 

Si sa che nei periodi difficili, di crisi, cambiamento, austerità, è più facile rivolgersi agli estremismi come il fascismo, ma nemmeno questo è il punto. E’ molto più semplice: è lecito tollerare la vendita di oggetti palesemente fascisti? E CL può fare qualcosa per toglierli dall’attiguità della sede della sua più importante manifestazione annuale?

 F.R.

 

 

 

TOPOLINO CHIAMA ITALIA, PANINI RISPONDE

Ieri è arrivata la notizia dell’acquisto del noto fumetto per ragazzi “Topolino” da parte di “Panini” la più nota azienda italiana ad occuparsi di fumetti e figurine. Ricordo qualche anno fa quando proprio Panini sembrava dovesse chiudere i battenti ed invece..dopo alcune vicessitudini, cessioni e cordate di salvataggio oggi ha potuto finalmente piantare il tricolore persino su un bel pezzo di storia americana: Walt Disney. Complimenti dunque a “Panini” per l’acquisto!Immagine

 

Proprio qualche giorno fa, ancor prima di sapere della transazione in corso d’opera, manco a farlo apposta, mi è capitato tra le mani un Topolino, esemplare numero 2996 del 30 aprile 2013, dunque ancora marchiato Disney.

Sfogliare Topolino oggi, mi provoca sempre una piacevole ventata di ricordi legati all’infanzia, periodo in cui la sottoscritta leggeva questo bellissimo fumetto. Come dimenticare i consigli di Nonna Papera, le istruzioni delle Giovani Marmotte sulla natura ed il campeggio, la rubrica-giornale che spiegava i fatti del mondo..

 

Sono cambiate molte cose da allora, niente Giovani Marmotte, niente rubrica informativa tipo “giornale spiegato ai piccoli”, niente rubriche sulla natura. Ma la cosa che mi ha sorpreso di più -in negativo- è stata la presenza di due cose. La prima è stata la pubblicità di un tablet, con tanto di premiazione post-partecipazione ad un concorso da parte dei bambini, la seconda, e forse è quella che mi ha infastidito di più è stata trovare al posto della rubrica con le notizie sull’Italia e sul mondo, una recensione vera e propria dell’ultimo modello di smart-phone presente sul mercato.

 

Ora, estimatori adulti di Topolino ve ne sono a josa, superfluo ribadirlo, ma definirlo un fumetto per adulti mi pare una vera e propria espropriazione del diritto di ogni giovanissimo lettore a fruire di letture per la propria età. Dunque perché trasformarlo in un piccolo creatore di desideri da adulti? Perché un bambino, diciamocelo, non ha certo bisogno di uno smart-phone per godersi l’infanzia!

 

Si, lo so, alcuni genitori hanno talmente poca voglia (la scusa pare sia il tempo) da passare con i propri figli da metter nelle loro mani oggetti iper-tecnologici di cui in assenza di pubblicità ad hoc, cari markettari del marketing, probabilmente non sentirebbero neppure il bisogno. E seppure li dovessero desiderare per emulazione del mondo adulto rimarrebbe un sano desiderio continuare a giocare a pallone aspettando l’età giusta per avere realmente bisogno di cotanta tecnologia.

 

Ai genitori ansiosi di sapere dove-come-cosa fa il figlio h/24 consiglierei un microchip sottocutaneo, certamente un GPS sarebbe più efficace di un potente mezzo che i loro figli potrebbero utilizzare per mentirgli.

 

 

A Panini invece chiedo una riflessione e ove possibile un ritorno, aggiornato s’intende, alle origini.

 

F. R.

 

 

Perché Battiato ha sbagliato a dire “troie”

Franco Battiato

Franco Battiato

Franco Battiato noto cantautore ed assessore al Turismo e allo Spettacolo della Regione Sicilia oggi ha dato il peggio di sé con questa affermazione:  “La gente che ha lavorato tutta la vita e’ rimasta in qualche modo genuina, invece in Parlamento ci sono delle troie che farebbero di tutto. E’ inaccettabile.” (fonte.AGI)

Ciò che ha creato indignazione è ovviamente la parola “troie” utilizzata in modo inappropriato dal cantautore: quì l’audio dell’affermazione http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2013/03/26/Battiato-Inaccettabili-queste-troie-Parlamento-AUDIO-_8462616.html

Sono state immediate la reazione e l’indignazione di Laura Boldrini, presidentessa della Camera che attraverso una nota comunica : “Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari. Da Presidente della Camera dei Deputati e da donna respingo nel modo più fermo l’insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall’oltraggio”. (http://www.camera.it/leg17/1)

E sono d’accordo con lei. Per due motivi: prima di tutto perché il parlamento è composto anche da donne non solo da uomini e certamente la maggior parte di esse è li per i propri meriti e per la propria preparazione. Le competenze e la serietà di Boldrini parlano da sole, per citare un esempio.

In seconda istanza perché l’etimologia della parola “troia”, che in latino medievale si riferiva specificamente alla femmina  del maiale, rende il termine, e quindi l’offesa, indirizzato esclusivamente al genere femminile.

Decade dunque la replica del cantautore che non intende scusarsi e afferma che utilizzando il termine “troie” non intendeva riferirsi alle donne,  a suo avviso per altro questa parola “non ha niente a che vedere con il genere”  ed anzi sottolinea di aver utilizzato un “vocabolo un po’ potente” per descrivere un comportamento di persone non degne di stare in parlamento riferendosi indistintamente a maschi e femmine. Qualcosa di assimilabile ad una prostituzione intellettuale e valoriale ma comunque non fisica.  quì l’audio della replica: http://video.repubblica.it/politica/battiato-non-chiede-scusa-per-la-frase-sulle-troie-in-parlamento/123596?ref=fbpr

Devo dire che da Franco Battiato, noto e ricercatissimo paroliere della canzone d’autore non mi aspettavo una tale caduta di stile e di significato. Non posso far altro che augurargli di ricredersi e possibilmente di scusarsi.

Vaccini: un po’ di chiarezza

Pare che il Movimento 5 Stelle stia cavalcando l’onda della diffusa ignoranza degli italiani e l’argomento su cui galoppa è la salute dei cittadini. L’ultima, sparata importante è sui vaccini, niente di nuovo per chi segue il Movimento. I Vaccini secondo alcuni esponenti del M5S sarebbero pericolosi e sarebbero addirittura tra le cause dell’omosessualità. Immediata l’insurrezione della comunità gay che reagisce ricordando che la caccia alle streghe è finita da un pezzo e ribadendo che l’omosessualità è una “variante naturale del comportamento umano”, parola di OMS.

Il problema non si esaurisce però alla sola omofobia ma va ben oltre insidiandosi nelle già scarse nozioni di salute pubblica dei cittadini. Da un po’ di tempo circola infatti l’idea che le vaccinazioni siano rischiose per la salute, oltre che una manna per le case farmaceutiche. Dunque M5S propone in Lombardia l’abolizione delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie passando quindi dalla propaganda alla proposta vera e propria accompagnata non da dati scientifici o da una consulenza scientifica bensì da una “ricerca in internet” (cito alla lettera) dal sito di meetup: http://www.meetup.com/lombardia5stelle/messages/boards/thread/30115052/0

Purtroppo la battaglia del M5S trova fondamento su credenze popolari che ritengono i vaccini dannosi perché tra gli effetti collaterali vi possono essere l’insorgenza di patologie gravi o la morte.

I vaccini hanno salvato l’umanità da epidemie che in altri secoli avrebbero sterminato la maggior parte della popolazione, e questo ci ha permesso di moltiplicarci, evolverci e civilizzarci. I vaccini come del resto i farmaci hanno delle controindicazioni e degli effetti collaterali studiati, previsti e controllabili. Per esempio il rispetto dei protocolli che richiedono di vaccinarsi in condizioni fisiche ottime abbassa la probabilità che si verifichino effetti avversi. Inoltre i casi di conseguenze gravi e morte sono molto rari e non possono essere paragonati ai benefici che comunque sono molti, molti di più.

A questo proposito è bene ricordare due concetti interdipendenti: il concetto di salute pubblica e quello di “immunità di branco” (herd immunity).  La salute pubblica è un “concetto socio-politico volto al miglioramento della salute, al prolungamento della vita e al miglioramento della qualità di vita di intere popolazioni, attraverso la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e altre forme di interventi sanitari”(cit.http://www.ausl.rn.it/files/doceboCms/docs/glossario_promozione_salute.pdf) . L’immunità di branco invece, si raggiunge quando una parte importante di individui vaccinati tutela, grazie alla propria immunità, anche gli individui che non avendo effettuato il vaccino non hanno sviluppato una propria immunità. In questo modo i benefici vanno a tutta la comunità ed anche alle tasche di Stato e cittadini che non devono sborsare ulteriori danari oltre il costo del vaccino.

Purtroppo c’è chi mette in dubbio tutto ciò e temendo di essere raggirato dallo Stato e dai dipartimenti dedicati alla Salute, decide di non vaccinare i propri figli. Avere dubbi è legittimo, per chiarirli però è possibile rivolgersi al proprio medico di base o cercare in rete documenti attendibili pubblicati dalle Ausl, che da alcuni anni a questa parte attuano una politica di divulgazione scientifica accessibile attraverso la rete, anche se poco pubblicizzata.

In conclusione, è bene che i vaccini continuino a restare obbligatori o ci ritroveremo con un popolo malato oltre che ignorante e incapace di scegliere e di difendersi.

Obama Win: insert coin!

Obama ha vinto! Questo è il primo post del mio blog, e sono molto felice di cominciare la mia avventura da blogger con questa notizia! Per quanto ne pensino i “sinistri” d’Italia, contentissimi perché “La sinistra ha vinto in America”, ehm ehm, Obama è un “liberal”, categoria politica che poco ha a che fare con la sinistra vera e propria, è forse simile al PD ma Rifondazione è lontana anni luce.

La cosa importante che credo derivi da questa vittoria è avere fiducia nel mondo ovvero: il mondo può cambiare davvero, se lo vogliamo! Per affermare ciò, indipendentemente dal mio colore politico, mi riferisco ai cambiamenti che l’amministrazione Obama ha apportato nella precedente legislatura, uno su tutti la riforma sanitaria. Per un paese come gli Stati Uniti d’America, abituati a non avere un futuro se non guadagnandoselo giorno per giorno, per molti è stato un rospo duro da inghiottire: pagare la salute di chi non se lo può permettere non era considerato giusto. Eppure è stato rieletto!

Inoltre Obama ha guadagnato consenso e voti femminili, la sua vittoria è dovuta anche a questo: altro segnale di progresso andato in buca! Dunque ora che Obama ha vinto la partita non fermiamoci qui, inseriamo la moneta e andiamo avanti! C’é ancora un mondo da cambiare 🙂