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L’inganno delle quote rosa

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Aggiorno il blog con l’analisi sulle quote rosa già pubblicata il 12 marzo scorso sul http://www.ilbolognino.info , foglio di informazione e approfondimento on-line.

E’ un “No” deciso quello del parlamento sulle Quote Rosa; celato da un voto segreto che spacca in due un governo abbastanza ambizioso da affrontare un problema difficile come la parità di genere, ma non saggio abbastanza da azzeccare il modus operandi per la soluzione reale del problema.

“Una sconfitta per le donne”, “una divisione all’interno del PD”- si vocifera – mentre le parlamentari promettono guerra e quelle al di fuori le stanno ad ascoltare perché loro sono lassù, sono arrivate, hanno il potere. ”Quote Rosa male necessario”: intellettuali unite al fronte, solo la destra sembra essere contraria senza aver specificato però la motivazione estesa per cui le suddette sarebbero una enorme cialtronata.

Ebbene, chi difende le Q.R. a spada tratta forse non si rende conto che se il 50% di donne “garantite” che verrebbe eletto con questo sistema fosse incapace o asservito non cambierebbe nulla. Non ho letto alcun emendamento che fosse garante di professionalità o meritocrazia tra quelli presentati dalla deputata PD Agostini.

Sembra che le donne si sentano ancora superiori all’uomo, che in qualche modo gli debbano fare pagare millenni di sudditanza con una legge garantista di una sola parte dei generi: alla faccia della parità. Supremazia tutelata. Nella pratica utilizzare la stessa tecnica paternalistica e maschilista che per tanto tempo le ha tenute fuori dai luoghi di potere e dalle decisioni. Secondo questa lettura, sembrerebbe che le donne abbiano in realtà ancora bisogno di protezione, quindi la lotta non è più difendere la propria diversità bensì cercare una protezione, cadendo nella stessa rete del famoso Codice Rocco, quella che apparentemente si cerca di combattere attraverso il sistema delle Quote Rosa.

Eppure un altro sistema ci sarebbe, partire da oggi, mettere da parte il giusto rancore ancestrale, rimboccarsi le maniche e proporre argomenti che mettano realmente in discussione i bisogni reali delle donne ed anche dei loro compagni uomini, poiché per costruire un equilibrio ed una giustizia sociale devono esserci entrambi i piatti della bilancia.

Un esempio che mi sovviene è il seguente: rendere obbligatoria la paternità e parificarla quindi con la maternità. Questo servirebbe a disincentivare i licenziamenti subiti dalle donne che decidono di avere un figlio.

F.R.

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Perché Battiato ha sbagliato a dire “troie”

Franco Battiato

Franco Battiato

Franco Battiato noto cantautore ed assessore al Turismo e allo Spettacolo della Regione Sicilia oggi ha dato il peggio di sé con questa affermazione:  “La gente che ha lavorato tutta la vita e’ rimasta in qualche modo genuina, invece in Parlamento ci sono delle troie che farebbero di tutto. E’ inaccettabile.” (fonte.AGI)

Ciò che ha creato indignazione è ovviamente la parola “troie” utilizzata in modo inappropriato dal cantautore: quì l’audio dell’affermazione http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2013/03/26/Battiato-Inaccettabili-queste-troie-Parlamento-AUDIO-_8462616.html

Sono state immediate la reazione e l’indignazione di Laura Boldrini, presidentessa della Camera che attraverso una nota comunica : “Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari. Da Presidente della Camera dei Deputati e da donna respingo nel modo più fermo l’insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall’oltraggio”. (http://www.camera.it/leg17/1)

E sono d’accordo con lei. Per due motivi: prima di tutto perché il parlamento è composto anche da donne non solo da uomini e certamente la maggior parte di esse è li per i propri meriti e per la propria preparazione. Le competenze e la serietà di Boldrini parlano da sole, per citare un esempio.

In seconda istanza perché l’etimologia della parola “troia”, che in latino medievale si riferiva specificamente alla femmina  del maiale, rende il termine, e quindi l’offesa, indirizzato esclusivamente al genere femminile.

Decade dunque la replica del cantautore che non intende scusarsi e afferma che utilizzando il termine “troie” non intendeva riferirsi alle donne,  a suo avviso per altro questa parola “non ha niente a che vedere con il genere”  ed anzi sottolinea di aver utilizzato un “vocabolo un po’ potente” per descrivere un comportamento di persone non degne di stare in parlamento riferendosi indistintamente a maschi e femmine. Qualcosa di assimilabile ad una prostituzione intellettuale e valoriale ma comunque non fisica.  quì l’audio della replica: http://video.repubblica.it/politica/battiato-non-chiede-scusa-per-la-frase-sulle-troie-in-parlamento/123596?ref=fbpr

Devo dire che da Franco Battiato, noto e ricercatissimo paroliere della canzone d’autore non mi aspettavo una tale caduta di stile e di significato. Non posso far altro che augurargli di ricredersi e possibilmente di scusarsi.