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Breve commento sulla polemica Barilla

1234538_10151767033572530_582450354_nIeri a “La Zanzara”, Guido Barilla, noto manager dell’omonima azienda parmense, se ne è uscito con un commento infelice e conservatore sulle sue future intenzioni pubblicitarie : «Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay». (copio e incollo dal Corriere della Sera)

E ok, ci sta: essere conservatori non è un delitto, esprimerlo con una dichiarazione ufficiale è altra storia. Mondo LGBT in legittima insurrezione e di nuovo ok, va bene, tutto lecito. Attaccare, parlare , giudicare, difendersi, rivendicare diritti ecc.

Analizzando la questione da punti di vista differenti ed anzi cogliendo la palla al balzo mi rivolgo direttamente a Guido, che per un caso fortunato ho avuto l’occasione di ascoltare dal vivo in un incontro svoltosi nel mio liceo qualche anno fa’.

Caro Guido, al di là della Sua legittima opinione sulla tipologia di famiglia tradizionale, non Le sembra che i tempi siano cambiati? Meglio, che i ruoli siano cambiati è un dato di fatto, si lavora in due, ci sono papà che lavano, stirano, stendono, cucinano, cambiano pannolini ecc. e se la cavano pure bene! E le donne, oltre a poter votare, possono dedicarsi a molteplici attività oltre al maternage ed all’accudimento senza per questo essere delle cattive madri o mogli, anzi, talvolta sono degli esempi multi-tasking non indifferenti per i piccoli di casa.

Appurato che la famiglia del “Mulino Bianco” non esiste, perché continuare a propagandare un modello superato ed in fase di evoluzione persino nel nostro paese? Nella classifica del Gender Gap stilata dal World Economic Forum il nostro paese è al 74esimo posto, un po’ poco per un paese che solo un cinquantennio fa’ aveva aziende fiori all’occhiello del made in Italy e che oggi sono in via di estinzione. L’Italia ex ottava potenza mondiale: bei ricordi..

Come ben saprà, da manager di una multinazionale, paese che trovi, marketing che attui. In Scandinavia certamente una pubblicità con personaggi omosessuali non desterebbe tanto scalpore, sarebbe una pubblicità come un’altra per vendere un prodotto che potrebbe avere come target anche individui omosessuali. Dunque alla luce delle Sue dichiarazioni post-polemica (copio e incollo dal profilo Facebook di “Barilla”):

“Con riferimento alle mie dichiarazioni rese ieri alla Zanzara, mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, e se hanno urtato la sensibilità di alcune persone.

Per chiarezza desidero precisare che ho il più profondo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna.

Nutro il massimo rispetto per gli omosessuali e per la libertà di espressione di chiunque.

Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Barilla nelle sue pubblicità ha sempre scelto di rappresentare la famiglia perché questa è il simbolo dell’accoglienza e degli affetti per tutti.

Guido Barilla”

Ciò detto, non pensa sia arrivato il momento di investire in un marketing più reale? Dove la famiglia, bambini compresi e ruoli reciproci, siano rappresentati come sono nella realtà? Ci sta provando persino una Sua azienda rivale, la Ferrero: i suoi spot con i bimbi che sognano il futuro sono molto più realistici del meraviglioso quanto irreale Mulino Bianco. Credo che questo gioverebbe sia all’immagine che al fatturato della Sua grande azienda, e credo che il nostro paese sia pronto ad accogliere questo cambiamento!

Intanto che ci sono mi levo un sassolino dalla scarpa: da qualche anno ho rinunciato all’acquisto della mia ex pasta preferita, sì proprio la Sua Barilla, purtroppo devo informarLa che rimane scotta fuori e cruda dentro. Molti miei amici e conoscenti hanno fatto lo stesso.

Saluti.

F.R.