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“I Braccialetti Rossi e la dea Ana”

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Questa sera and in onda una nuova fiction su Rai 1, si chiama “Braccialetti Rossi” ed è la storia di amore e forza che dei ragazzi e ragazze ammalati e costretti in ospedale riescono a trarre dalla loro amicizia. Tra i piccoli malati è presente una sola ragazza che soffre di anoressia. Non è questo il punto, non voglio parlarvi di quote rosa, potrebbe scapparci uno stereotipo ma è altro ciò che voglio mettere a fuoco. I piccoli amici condividono un segno di riconoscimento in merito alle loro esperienze dolorose che man mano affrontano e che sono appunto i braccialetti rossi. Man mano che aumentano le esperienze, aumenta il numero di braccialetti sui loro polsi.

 Non tutti sanno però che il braccialetto rosso viene utilizzato anche da ragazze che soffrono di anoressia e che frequentano i famigerati blog pro-ana, ovvero pro anoressia, dove la malattia viene decantata come fosse una dea il cui nome è “Ana” e grazie ad una serie di regole ferree e suggerimenti al limite della censura, le ragazze si scambiano consigli sulla perdita sfrenata di peso, e sulle varie metodologie per farlo, dal calcolo delle chilocalorie del cibo alle tecniche per eliminarlo, nasconderlo ecc. Una volta raggiunto un certo grado di accettazione dal gruppo e per riconoscersi a vicenda nel mondo reale, come accade nella fiction, indossano un braccialetto di colore rosso proprio come i ragazzi protagonisti della fiction.

 A quanto pare i diritti della fiction sono stati acquistati niente popodimenoché da Steven Spielberg, quindi significa che è venuta proprio bene! E certamente il fine e le intenzioni di questa storia televisiva sono diverse, pur avendo questa macroscopica affinità.

Spero che questa amara coincidenza sia soltanto un caso, anche se mi pare strano che gli sceneggiatori, pur dovendo attenersi in qualche modo allo scritto di Albert Espinosa, da cui è tratta la fiction – a cominciare dal titolo omonimo- abbiano scelto di inserire proprio una ragazza anoressica nella fiction senza porsi apparentemente il problema quantomeno del significato del colore del braccialetto. Un arancione forse avrebbe reso le cose meno simili, chissà. Io avrei cambiato titolo.

 

F. R.

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Vaccini: un po’ di chiarezza

Pare che il Movimento 5 Stelle stia cavalcando l’onda della diffusa ignoranza degli italiani e l’argomento su cui galoppa è la salute dei cittadini. L’ultima, sparata importante è sui vaccini, niente di nuovo per chi segue il Movimento. I Vaccini secondo alcuni esponenti del M5S sarebbero pericolosi e sarebbero addirittura tra le cause dell’omosessualità. Immediata l’insurrezione della comunità gay che reagisce ricordando che la caccia alle streghe è finita da un pezzo e ribadendo che l’omosessualità è una “variante naturale del comportamento umano”, parola di OMS.

Il problema non si esaurisce però alla sola omofobia ma va ben oltre insidiandosi nelle già scarse nozioni di salute pubblica dei cittadini. Da un po’ di tempo circola infatti l’idea che le vaccinazioni siano rischiose per la salute, oltre che una manna per le case farmaceutiche. Dunque M5S propone in Lombardia l’abolizione delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie passando quindi dalla propaganda alla proposta vera e propria accompagnata non da dati scientifici o da una consulenza scientifica bensì da una “ricerca in internet” (cito alla lettera) dal sito di meetup: http://www.meetup.com/lombardia5stelle/messages/boards/thread/30115052/0

Purtroppo la battaglia del M5S trova fondamento su credenze popolari che ritengono i vaccini dannosi perché tra gli effetti collaterali vi possono essere l’insorgenza di patologie gravi o la morte.

I vaccini hanno salvato l’umanità da epidemie che in altri secoli avrebbero sterminato la maggior parte della popolazione, e questo ci ha permesso di moltiplicarci, evolverci e civilizzarci. I vaccini come del resto i farmaci hanno delle controindicazioni e degli effetti collaterali studiati, previsti e controllabili. Per esempio il rispetto dei protocolli che richiedono di vaccinarsi in condizioni fisiche ottime abbassa la probabilità che si verifichino effetti avversi. Inoltre i casi di conseguenze gravi e morte sono molto rari e non possono essere paragonati ai benefici che comunque sono molti, molti di più.

A questo proposito è bene ricordare due concetti interdipendenti: il concetto di salute pubblica e quello di “immunità di branco” (herd immunity).  La salute pubblica è un “concetto socio-politico volto al miglioramento della salute, al prolungamento della vita e al miglioramento della qualità di vita di intere popolazioni, attraverso la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e altre forme di interventi sanitari”(cit.http://www.ausl.rn.it/files/doceboCms/docs/glossario_promozione_salute.pdf) . L’immunità di branco invece, si raggiunge quando una parte importante di individui vaccinati tutela, grazie alla propria immunità, anche gli individui che non avendo effettuato il vaccino non hanno sviluppato una propria immunità. In questo modo i benefici vanno a tutta la comunità ed anche alle tasche di Stato e cittadini che non devono sborsare ulteriori danari oltre il costo del vaccino.

Purtroppo c’è chi mette in dubbio tutto ciò e temendo di essere raggirato dallo Stato e dai dipartimenti dedicati alla Salute, decide di non vaccinare i propri figli. Avere dubbi è legittimo, per chiarirli però è possibile rivolgersi al proprio medico di base o cercare in rete documenti attendibili pubblicati dalle Ausl, che da alcuni anni a questa parte attuano una politica di divulgazione scientifica accessibile attraverso la rete, anche se poco pubblicizzata.

In conclusione, è bene che i vaccini continuino a restare obbligatori o ci ritroveremo con un popolo malato oltre che ignorante e incapace di scegliere e di difendersi.